Inizierà oggi, mercoledì 11 gennaio alle ore 15, al Centro Don Milani di Casal di Principe (c/o la Nuova Cucina Organizzata), per poi spostarsi nei prossimi giorni in altri siti istituzionali e nel territorio dell’area, lo sciopero della fame degli allevatori bufalini del casertano per difendere il patrimonio bufalino. Lo rende noto il Coordinamento Unitario per la Difesa del Patrimonio Bufalino (costituito, fra gli altri da Altragricoltura, l’Associazione Tutela Allevamento Bufala Mediterranea, l’Associazione Amici della Bufala, la Lega Bufalina e il SIAAB – Sindacato Allevatori Agricoltori Bufalini).
A essere sotto accusa, sono i piani di intervento della Regione Campania sulla brucellosi bufalina. Un fronte di protesta che ha già visto gli allevatori scendere in piazza più volte, soprattutto nel Casertano, per chiedere il ricorso a strumenti alternativi agli abbattimenti, come il vaccino anti-brucellosi. Il piano di eradicazione regionale, accusano gli allevatori casertani, ha portato solo all’abbattimento ingiustificato di decine di migliaia di capi con sospetta brucellosi, poi rivelatisi sani, alla loro svendita alle multinazionali delle carni e alla chiusura di centinaia di allevamenti.
Gli obiettivi dello sciopero della fame
Sono tre gli obiettivi della protesta. Sostenere le richieste del movimento degli allevatori che da tempo propone “la discontinuità con il fallimentare piano messo in atto negli ultimi anni per sostituire l’irresponsabile e inutile mattanza con un piano fondato sulla prevenzione e la vaccinazione. Lanciare una campagna nazionale e internazionale che racconti la verità su quanto sta avvenendo a Caserta e in tutta l’area DOP della mozzarella di Bufala raccontando a tutti i cittadini le ragioni degli allevatori e dei trasformatori artigianali schierati a difendere il territorio, il lavoro, le aziende, la salute dei cittadini e il benessere degli animali. Ottenere dal Governo Nazionale ed alla Regione Campania l’apertura di un confronto sulle inascoltate proposte che i movimenti degli allevatori hanno messo in campo nel tempo per tutelare un settore così strategico per l’intero agroalimentare del mezzogiorno e di tutto il Paese decisivo per il Made in Italy”.
Due saranno le persone che (ad oltranza) entreranno in sciopero della fame determinate a condurlo fino a quando agli allevatori dell’area della mozzarella di bufala Dop non saranno date adeguate garanzie. A queste due si aggiungeranno quotidianamente gruppi di allevatori e di altri soggetti. Verrà inoltre attrezzato un gruppo tecnico di coordinamento e supporto formato da volontari e operatori di diverse associazioni mentre è previsto un fitto calendario di incontri e iniziative di mobilitazione che sarà illustrato nei prossimi giorni.
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