mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Clizia Incorvaia: la pesante accusa di strumentalizzare la violenza sulle donne. Ecco che cosa è successo!

Clizia Incorvaia ha partecipato attivamente alla manifestazione tenutasi a Roma per protestare contro la violenza sulle donne. Dopo l’evento, ha condiviso con il pubblico alcune immagini che aveva catturato durante la marcia, generando non solo un significativo flusso di ringraziamenti, ma anche alcune critiche che si sono manifestate nei commenti al suo post.

Determinata a affrontare direttamente le osservazioni negative, Clizia ha scelto di rispondere personalmente, decidendo di metterci la faccia e offrire una prospettiva autentica sulla sua partecipazione alla protesta.

Clizia Incorvaia (Foto da Instagram)
Clizia Incorvaia durante la manifestazione a Roma contro la violenza sulle donne (Foto da Instagram)

Il post di Clizia Incorvaia

“Le minacce che sentivo, con la frase ‘Soltanto io posso salvarti‘, mi costringevano a confrontarmi con una realtà spaventosa. Dopo aver visto i miei occhi riflessi in scarpe bruciate e un machete puntato minacciosamente alla gola, sono stati segnali inequivocabili di pericolo che mi hanno spinto a fuggire, cercando di preservare la mia incolumità ‘in tempo’. Tuttavia, sono consapevole che molte donne, purtroppo, non hanno avuto la stessa fortuna.”

“È cruciale sottolineare la necessità di educare i figli maschi affinché comprendano appieno le implicazioni di certi comportamenti. Quando sentiamo dire che qualcuno “era un bravo ragazzo“, come donne, spesso già ne intuiamo i risvolti, ma il riconoscimento di queste situazioni giunge troppo tardi. Il femminicidio è un crimine che trascende le singole storie personali, diventando un problema di portata nazionale.”

Queste parole di Clizia Incorvaia, affiancate alle immagini eloquenti, fungono da richiamo urgente affinché si ponga l’attenzione su queste dinamiche e si promuova un cambiamento culturale. La testimonianza sottolinea la necessità di una riflessione approfondita sulla violenza di genere e invoca un impegno collettivo per prevenire tragedie simili in futuro.

La reazione dei follower e del web

Scrivere quelle parole non è stato affatto semplice per Clizia, e proprio per questo motivo ha scelto di non permettere che venissero minimizzate o, peggio ancora, utilizzate per ferirla ulteriormente. Incorvaia ha quindi optato per condividere una storia su Instagram, nella quale ha riportato uno dei molti commenti negativi degli hater: “Vergognati, non sai nemmeno di cosa stai parlando. Strumentalizzi qualsiasi cosa pur di apparire”, rispondendo con la sua personale testimonianza.

Nella foto, il suo volto porta i segni visibili di quando ha subito violenza fisica in una relazione caratterizzata da un “amore tossico“: “Non mi mostro senza una valida ragione”. Successivamente, Clizia ha raccontato ciò che l’ha spinta a partecipare alla manifestazione del 25 novembre: “Essere in piazza ieri non è stato affatto facile per me. Potrei aver scelto di rimanere a casa, considerando le violenze fisiche e psicologiche che ho subito per anni.”

“Tuttavia, l’ennesimo femminicidio mi ha spinta, insieme a mia figlia Nina, a lanciare un segnale significativo, anche per il suo futuro. Come ‘Donnina del domani’, dovrà essere in grado di riconoscere la differenza tra un amore vero e un amore tossico. Ora vorrei poter trovare pace, poiché parlare di una ferita così profonda mi provoca dolore”.

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