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Domenico Berardi, la stima di Carnevali: vale 30 milioni

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Berardi (Instagram)
Berardi (Instagram)

Nell’empireo del calciomercato, dove i valori dei giocatori fluttuano come azioni di una società quotata a Wall Street, un nome rimane costante nell’orbita delle voci di trasferimento: Domenico Berardi. Il talento di Cariati, nonostante le avversità fisiche che lo hanno costretto a un’assenza prolungata dai rettangoli verdi, continua a mantenere un’aura di preziosità che si riflette nel prezzo stabilito dal suo club.

Il direttore generale del Sassuolo, Giovanni Carnevali, ha fissato il listino per l’asso calabrese. In un’intervista che brulicava di dettagli come una stanza piena di tifosi in attesa di novità, Carnevali ha parlato del suo numero 25: il trequartista che ha fatto palpitare il cuore degli appassionati neroverdi con giocate d’alta scuola e reti indimenticabili.

“È un ragazzo speciale, un gioiello raro che si deve maneggiare con cura”, potrebbe essere il riassunto del pensiero di Carnevali, che ha speso parole d’elogio per il suo giocatore. Berardi è stato tessuto nel DNA del Sassuolo, una sorta di bandiera che sventola fiera contro i venti del cambiamento. Tuttavia, nell’universo del calcio, la costanza è un’eccezione più che una regola.

Il mercato estivo ha visto il nome di Berardi accostato alla Juventus, un matrimonio sfumato tra le sfumature di un interesse mai trasformato in proposta concreta. I bianconeri hanno avuto altri piani, altri percorsi da seguire, e il desiderio di cambiamento del calciatore non ha trovato terreno fertile per sbocciare in una nuova avventura.

E il valore di questo gioiellino da stadio? Carnevali non ha esitato. “Trenta milioni di euro”, una cifra che non solo sottolinea la qualità del giocatore ma anche il legame indissolubile che lo unisce al Sassuolo. Un anno prima, un’offerta da una grande compagine italiana era stata cortesemente declinata per proseguire insieme il cammino intrapreso.

L’ammirazione per Berardi non è solo un’affezione territoriale; è un riconoscimento delle sue doti da “top player”, un calciatore che può innalzare il livello tecnico di qualunque squadra avesse l’ardire e le disponibilità economiche per accoglierlo tra le proprie fila.

In questa narrazione di amore e professionismo, il Sassuolo si erge come custode di un tesoro che sa di poter lasciar andare solo per un giusto prezzo, e chi vorrà incontrare le richieste del club potrà assicurarsi un talento cristallino pronto a brillare su palcoscenici ancor più luminosi.

In un mondo del pallone in cui i cambi di casacca sono all’ordine del giorno, la storia di Berardi e del Sassuolo rimane un raro esempio di fedeltà e stima reciproca. Ma come ogni saga che si rispetti, anche questa potrebbe riservare un ultimo colpo di scena, un epilogo che attende il giusto offerente per scrivere l’ultima pagina di un capitolo indimenticabile.