mercoledì, Maggio 29, 2024
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Ecco perché Borrell non è d’accordo con von der Leyen sulla questione Gaza!

Josep Borrell, l’alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera, ha espresso dubbi sulla posizione assunta da Ursula von der Leyen riguardo alla situazione a Gaza. In un momento in cui l’Europa cerca di affermare il proprio ruolo sulla scena mondiale, le divisioni interne possono indebolire la sua posizione e la sua capacità di agire come mediatore. La questione palestinese è da tempo un punto dolente nelle relazioni internazionali e l’UE, con la sua storia e la sua vicinanza geografica al Medio Oriente, ha sempre cercato di giocare un ruolo attivo nella ricerca della pace.

Tuttavia, il cammino è tortuoso e pieno di ostacoli. Le recenti azioni a Gaza da parte di Israele hanno lasciato un bilancio tragico, con circa 5.000 vittime in sole due settimane. Borrell ha messo in discussione l’appoggio incondizionato mostrato dalla Commissione Europea nei confronti di Israele e degli Stati Uniti, evidenziando una profonda frattura all’interno delle istituzioni europee.

Nonostante cinque guerre a Gaza, il problema Hamas rimane irrisolto. Borrell ha sottolineato l’importanza di proteggere i civili, specialmente i bambini, e ha ribadito che la pace non può essere ottenuta infliggendo sofferenza. D’altro canto, von der Leyen ha sottolineato l’importanza di sostenere le democrazie, inclusi Israele e gli Stati Uniti, nel loro sforzo contro chi minaccia la libertà.

Ha paragonato la situazione in Ucraina, dove combattono contro l’aggressione russa, a quella di Israele, definendo l’attacco subito da quest’ultimo come il peggiore nella sua storia. Le tensioni tra Borrell e von der Leyen si sono accentuate dopo l’intervento di quest’ultima all’Hudson Institute, considerato un’ingerenza nelle competenze dell’Alto rappresentante e del Consiglio.

Questa frattura ha provocato malcontento tra i funzionari e nel Parlamento Europeo. Le posizioni divergenti tra i due hanno suscitato dibattiti non solo all’interno delle istituzioni europee, ma anche tra gli stati membri dell’Unione. La spaccatura rappresenta l’eterna lotta tra la necessità di sostenere gli alleati strategici e il desiderio di promuovere i valori fondamentali dell’UE, come i diritti umani e la diplomazia. I

n un momento in cui l’Europa cerca di affermare il proprio ruolo sulla scena mondiale, le divisioni interne possono indebolire la sua posizione e la sua capacità di agire come mediatore. La questione palestinese è da tempo un punto dolente nelle relazioni internazionali e l’UE, con la sua storia e la sua vicinanza geografica al Medio Oriente, ha sempre cercato di giocare un ruolo attivo nella ricerca della pace.

Tuttavia, il cammino è tortuoso e pieno di ostacoli. Le dichiarazioni contrastanti dei due alti funzionari europei mostrano quanto sia complesso e delicato l’equilibrio che l’Unione cerca di mantenere, tra le esigenze della realpolitik e la difesa dei principi fondamentali.

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