lunedì, Maggio 20, 2024
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Mocomoco: la zona dove la pasticceria diventa un’arma contro la violenza. La lotta delle donne boliviane!

Nella pittoresca regione rurale di Mocomoco, situata tra valli e montagne con altitudini che oscillano tra i 3.200 e i 4.000 metri, una donna straordinaria sta rivoluzionando le vite delle donne locali. Flora Silva, una boliviana di origini aimara, ha trovato nella pasticceria e nella sartoria un potente strumento per l’emancipazione femminile e per combattere la violenza di genere.

Cresciuta nella stessa area, Silva conosce a fondo le sfide e le difficoltà che le comunità locali devono affrontare quotidianamente. Le donne di Mocomoco hanno sempre avuto un ruolo centrale nella produzione di alimenti come patate e mais, nonché nella cura degli animali, tra cui alpaca e pecore.

La coraggiosa Silva ha individuato alcune delle principali cause dei conflitti familiari, tra cui la mancanza di fiducia, i problemi economici e l’abuso di alcol. Molte di queste donne, cresciute in un ambiente spesso violento, finiscono per subire la stessa violenza nella loro vita adulta. Un tragico episodio di femminicidio, avvenuto circa sei anni fa a Mocomoco, ha spinto Silva a cercare soluzioni concrete per rompere questo ciclo di violenza.

La sua soluzione innovativa comprende l’insegnamento alle donne di antiche tecniche di sartoria aimara e la preparazione di dolci tradizionali. Questi insegnamenti non solo forniscono alle donne una preziosa abilità che può essere tramandata di generazione in generazione, ma offrono loro anche la possibilità di guadagnare un reddito autonomo. Ma l’aspetto più importante di questo percorso di empowerment è la conoscenza dei propri diritti, in particolare della legge boliviana contro la violenza di genere, nota come legge 348.

Utilizzando il processo di cottura come metafora, Silva illustra il delicato equilibrio necessario nella preparazione dei dolci e come le donne dovrebbero trattare se stesse e i loro figli con la stessa cura e delicatezza. Questo metodo straordinario sembra funzionare a meraviglia, tanto che molti mariti, testimoniando i benefici che le loro mogli traggono da queste sessioni, le incoraggiano a partecipare attivamente a questa rivoluzione.

Un esempio di successo è Nora Choconapi, una giovane donna che ha recentemente aderito al programma. Con determinazione, Nora ha espresso il suo desiderio di imparare non solo un mestiere, ma anche di acquisire una consapevolezza dei suoi diritti. E Nora non è sola: altre donne, come Lourdes Cinchero, sottolineano l’importanza di queste abilità non solo per raggiungere l’indipendenza economica, ma anche per migliorare la qualità della vita familiare.

Tuttavia, dietro queste iniziative dirompenti e coraggiose c’è un’organizzazione che agisce come motore del cambiamento. L’Associazione “Nayrar Sarapxañani”, fondata da Flora Silva e sostenuta dall’ex parroco di Mocomoco, il sacerdote spagnolo Diego Plá, è la forza trainante di questo movimento. Nonostante il trasferimento a La Paz dopo 14 anni di servizio in Mocomoco, il padre Plá continua a sostenere incondizionatamente il lavoro di Silva e dell’associazione.

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