martedì, Febbraio 27, 2024
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Stephen Curry l’unica certezza: ristrutturazione in vista per i Warriors

Nel panorama attuale della NBA, i Golden State Warriors si trovano in una posizione assai delicata. Piazzati a un modesto dodicesimo posto, con un record di 17 vittorie e 20 sconfitte, la squadra si trova fuori dalla zona play-in nonostante abbia il monte stipendi più elevato e maggiormente tassato della lega. Non sorprende, quindi, che si vociferi di un clima di incertezza intorno agli asset del team.

Gli insider di settore, come Shams Charania, affermano che praticamente ogni giocatore dei Warriors, a eccezione della leggenda vivente Stephen Curry, potrebbe essere oggetto di scambio. Tuttavia, nonostante la situazione tesa, Charania precisa che c’è un se e un ma quando si parla di Klay Thompson e Draymond Green.

Thompson, in particolare, non sta vivendo la migliore delle sue stagioni, con prestazioni lontane dai suoi standard abituali. Green, da parte sua, sta pagando le conseguenze di una sospensione di lunga durata che lo ha persino portato a riflettere sulla possibilità del ritiro. Ciononostante, sarebbe inaspettato vederli partire in uno scambio prima della trade deadline.

Warriors nell’occhio del ciclone cercano nuove soluzioni

Tra i giocatori che invece potrebbero lasciare il barcone dei Warriors vi è Andrew Wiggins, che sembra essere il candidato principale ad essere ceduto prima dell’8 febbraio. A quest’elenco si aggiungono anche i giovani Jonathan Kuminga, ammirato dall’owner Joe Lacob, Brandin Podziemski e Trayce Jackson-Davis. È curioso notare che Moses Moody non sia stato incluso in questo gruppo nonostante lui e Kuminga abbiano espresso pubblicamente il loro disappunto per il limitato minutaggio ricevuto.

L’orientamento dei Warriors sembra essere quello di evitare contratti onerosi che impegnino la squadra per lungo termine. Questo criterio esclude potenziali accordi per giocatori come Zach LaVine dei Chicago Bulls, che richiederebbero un ingente esborso. Allo stesso modo, Dejounte Murray, il cui nome è circolato in diverse voci di mercato, ha un impegno di quattro anni per un totale di 114 milioni di dollari.

Una pista più concreta e plausibile potrebbe essere quella che porta a Pascal Siakam dei Toronto Raptors. L’ala forte è all’ultimo anno di contratto e pare essere un obiettivo più raggiungibile per i Warriors. Infine, rimangono incerte le prospettive di Chris Paul, Kevon Looney e Gary Payton II, figure tra cui potrebbe emergere qualche interessante colpo di scena di mercato.

In conclusione, il futuro dei Golden State Warriors appare avvolto nella nebbia del dubbio. Con la deadline degli scambi che incombe, la dirigenza avrà sicuramente da fare i conti con decisioni difficili e potenzialmente impopolari. Il destino di una delle squadre più vincenti degli ultimi anni è ora appeso a un filo, e il mondo del basket attende con trepidazione le prossime mosse.

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